Corvetto

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La stazione di Corvetto è l’emblema della complicata storia della metropolitana di Genova, da sempre sofferente di assenza cronica di programmazione e progettazione a lungo termine. Allo stato attuale giace in versione grezza (seppur con tutti gli impianti funzionanti) nel sottosuolo della città e non è mai stata attivata, in quanto i soldi originariamente stanziati per il suo completamento sono stati dirottati totalmente sulla stazione Brignole, l’attuale capolinea, aperta nel 2012. Da allora non vi è stata alcuna riprogettazione della stazione, cosa che si renderebbe comunque necessaria nel caso di decidesse di completarla visto che il progetto originale oggi non sarebbe più attuabile in quanto non conforme alle leggi vigenti in merito alla sicurezza. Alcuni anni fa il Comune di Genova stimò in 40 milioni di euro il costo necessario al completamento, tuttavia i tecnici ridimensionarono molto la cifra e oggi sembrerebbe ragionevole ipotizzare una spesa attorno ai 26milioni (che con un bando di gara europeo potrebbero anche scendere sotto i 20). Nel 2009 il Comune di Genova chiese al Ministero dei Trasporti i finanziamenti per le stazioni di Corvetto e di Canepari, ma sembrò più un atto dovuto che una mossa effettuata con ragionevole convinzione. A distanza di alcuni anni, nell’aprile del 2017, il Governo ha emesso un DEF in cui indica Corvetto come una delle priorità nazionali da finanziare, ovviamente a fronte di un’eventuale chiara volontà del Comune di presentare un valido piano di fattibilità dell’opera. Nel dicembre dello stesso anno il Comune di Genova chiede al Ministero dei Trasporti di destinare i fondi previsti per Corvetto (decreto di riparto firmato dal ministro Graziano Delrio di 1,397 miliardi per le linee metropolitane, filoviarie e in generale del trasporto rapido di massa in città metropolitane e altre città) ad altre opere legate alla metropolitana: stazioni di Canepari e Martinez e fornitura di undici nuovi treni. Il completamento di Corvetto è quindi nuovamente rinviato, ma non è da escludere lo sblocco di ulteriori risorse ministeriali, nel corso del 2018, che ne permetterebbero la cantierizzazione.

 

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