La lenta agonia della Principe-Granarolo

Correva l’ormai lontano 2003 quando, a causa delle condizioni disastrose di alcuni muri di contenimento, con relativa situazione di insicurezza della sede nel tratto superiore, il servizio per il pubblico fornito dalla Cremagliera Principe – Granarolo venne limitato al tragitto tra Principe e Via Bari. Più o meno nello stesso periodo, veniva fermata la vettura n.2, in attesa di un restauro che alla data odierna non è ancora terminato, tra anni di abbandono prima presso l’officina Guglielmetti e poi nella sede AMT di Via Bobbio, tra cannibalizzazioni varie di pezzi per riparare la vettura n.1 e fallimenti delle ditte che dovevano eseguire il restyling (con ritardi e spostamenti di date di consegna che definire vergognoso è fin riduttivo. Tornando alla nostra ferrovia, solamente a partire dall’11 luglio 2005 venne istituita da AMT una linea sostitutiva (G1) svolta con autobus sul percorso Piazza Dinegro – Granarolo, con transito da Piazza del Principe nel percorso discendente. Fino al 2011 si è andati avanti in questa situazione, non certo ottimale per gli abitanti di Granarolo, ma comunque con un impianto che bene o male funzionava. Il 21 marzo 2011 la ferrovia fu chiusa per consentire la revisione generale dell’impianto, prevista dalle normative vigenti in materia, e sempre da quella data venne modificato il percorso della linea sostitutiva portandolo sul percorso circolare Largo San Francesco da Paola – Granarolo, transitante da Via Bianco.

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Vettura 1 – (Granarolo)

I lavori di ristrutturazione hanno visto importanti interventi alla struttura della linea, alle fermate ed alla vettura. In particolare è stato eseguito il consolidamento strutturale delle opere di sostegno della via di corsa, la sostituzione della cremagliera (da quella originale di tipo Riggenbach ad una di tipo Von Roll), della linea aerea di alimentazione e dei tralicci metallici di sostegno, la realizzazione del percorso di sicurezza lungo il tragitto, il restyling e la realizzazione di tre nuove fermate con abbattimento di alcune barriere architettoniche; inoltre è stata realizzata una nuova sottostazione elettrica di alimentazione ed è stato predisposto un nuovo passaggio a livello in corrispondenza dell’incrocio con Via Bianco. Con la riapertura lungo tutto il percorso della ferrovia, avvenuta il 13 novembre 2012, sembrava che i disagi per gli utenti potessero dirsi definitivamente risolti, sperando sempre nell’arrivo della vettura n.2, che avrebbe potuto/dovuto portare ad una rimodulazione degli orari. Purtroppo così non è stato e non solo non è mai arrivata la tanto sospirata seconda vettura, ma negli ultimi due anni anche la n.1 ha iniziato ad avere una sequenza incredibile di guasti di varia entità che hanno portato a fermi via via sempre più lunghi dell’impianto. Del resto da una vettura del 1929 non è che si possa pretendere di fare avanti/indietro tutto il giorno su una linea lunga 1136 metri, con pendenze fino al 21% e con una cremagliera diversa da quella originale, che sicuramente trasmette alla cassa vibrazioni differenti da quelle alle quali era abituata ad operare, senza che non succeda mai nulla.

 

Nella tabella sottostante vengono elencati i principali periodi di fermo dell’impianto dalla sua riapertura ad oggi, sia per fermi programmati/collaudi sia per guasti, omettendo volutamente numerosi fermi con durata inferiore ai tre giorni; va ricordato che contestualmente alle chiusure dell’impianto opera la linea G1 che attualmente svolge servizio giornaliero sul percorso Via Spallanzani – Granarolo e serale su quello Via Fanti d’Italia – Granarolo.
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Come si può notare, dopo qualche criticità iniziale, vi è stato un periodo senza particolari problemi o comunque con fermi tutto sommato accettabili, ma negli ultimi due anni la situazione è decisamente peggiorata al punto che lo scorso anno si sono registrati più giorni di fermo che di servizio(!).
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Vettura 1 – (Salita San Rocco)

A giugno 2018 il G1 è stato affidato in appalto all’autonoleggio Scagnelli e come contentino per gli abitanti (dopo quattro mesi di fermo) si è avuto un allungamento del percorso fino a Via Fanti d’Italia per tutta la giornata con ben due vetture in servizio contemporaneamente, benefit che poi non si è ripetuto nei fermi successivi. Tenendo conto che il G1 di fatto non serve a nulla (o comunque a ben poco) per gli abitanti di Via della Chiassaiuola e di Via Centurione, che non hanno altri servizi pubblici al di fuori della ferrovia, il disagio per loro è davvero tanto, senza contare che l’impianto riscuote anche un buon successo tra gli abitanti di Via Bari, specialmente nei viaggi in direzione monte.
Risulta a questo punto fondamentale accelerare il più possibile l’arrivo della seconda vettura che potrebbe/dovrebbe permettere una completa rimessa a nuovo anche della prima, ormai logora e davvero allo stremo. La gente ormai è stufa (da anni) di sentirsi dire a gennaio che la n.2 arriverà a maggio, poi a maggio che arriverà ad ottobre e ad ottobre che arriverà a gennaio: non si possono prendere in giro così gli utenti. Inoltre, una volta rimesso completamente in efficienza, si potrebbe anche pensare di rivalorizzare questo storico impianto (inaugurato nel 1901) come avvenuto a Torino per la gemella Sassi-Superga rendendolo meta turistica, magari inserendolo nei vari pacchetti per i crocieristi che arrivano a Genova… ma vederlo così, ridotto in uno stato di agonia quasi perenne, mette davvero tristezza.

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Foto e articolo a cura di: Andrea Aleo

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